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lirik lagu 16 barre – la solitudine del lupo

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[strofa 1: benni]
quando avrai capito forse sarà troppo tardi
noi faremo a gara ad aumentare la distanza mentre ci separa
fuori dalla stratosfera, tra la via lattea e la magia di un’altra aurora
che ci inghiotte mentre si colora
è tutto falso, come l’azzurro in cielo prima del tramonto
è falso il giorno, sono falso io se torno, ah
la verità sta nel silenzio se ti ascolta
per parlarmi dentro un’altra volta, questo è ciò che non sopporta
l’umanità non se n’è accorta e fuori ostenta calma
mentre mente a se stessa e mi disarma
il karma prende forma in un paesaggio desolato
spietato sulla peggio specie che il mondo abbia mai ospitato
scattando foto al mio p-ssato torno mutilato
sui nostri visi partoriti in lacrime e sorrisi
quando l’inverno spoglierà gli alberi ancora noi saremo qui
stesso amore e stesso umore da far piovere col sole
ma negli altri, perché non siamo cantanti
ma materia che riveste idee giganti, ah
oltre l’inganno delle loro insegne, qui
per provare che non tutto quel che brucia poi si spegne, qui
non siamo diversi, ma introvabili, è l’unica
quell’istante di lucidità chiamato musica
che suona e suonerà per sempre se vola
scriverà la fine, ma aspettando che la storia si ripeta ancora

[ritornello: john princekin & benni]
là la cerco coi fra’
una via per uscire di qua
una nave che attraversi il dirupo
cercando aiuto nella solitudine del lupo
là la cerco coi fra’
una via per uscire di qua
una nave che attraversi il dirupo
cercando aiuto nella solitudine del lupo

[strofa 2: john princekin]
oltrep-ssando ponti e argini più di quanto t’immagini
ho tirato somme, conti e le indagini
motivi pratici per abbeverarsi ai calici
ora siamo troppo lontani, non aspettateci
abbiamo preso sentieri stellati
per umani normali offuscati incomprensibilmente scordati
lastricati di valori per voi incomprensibili
ma ora dal cielo cade il piscio degli uomini liberi
certo che la società ci timbra come nullità
e crea un dispetto al cospetto di una vera anima
non esamina, ti vuole buono come un cane
un cane che grida: “amen” e magari gratta e vinci a un talent
che attesti un paragrafo sulla pagine
t’illude d’esistere, spacca il tuo cuore fragile
riemergi fra le spume del mare in burrasca
e guardati davvero, come inestimabile pezzo di cielo in tasca
porto tutto quello che siamo, angeli bianchi
dentro un cimitero di statue parlanti
credono di avere nuovi sentieri di fronte
son scolpiti in blocco unico nel cemento delle loro tombe
e non vedi? il vero vero è ai tuoi piedi
tutto è andato a fanculo e i rampicanti han perforato il muro
ora filtra una luce da quei mattoni
allora è vero che qualcosa brilla fuori da queste prigioni

[ritornello: john princekin & benni]
là la cerco coi fra’
una via per uscire di qua
una nave che attraversi il dirupo
cercando aiuto nella solitudine del lupo
là la cerco coi fra’
una via per uscire di qua
una nave che attraversi il dirupo
cercando aiuto nella solitudine del lupo
là la cerco coi fra’
una via per uscire di qua
una nave che attraversi il dirupo
cercando aiuto nella solitudine del lupo